Nei tempi passati la produzione di lana di qualità in Europa, come del resto è noto ai più, proveniva dall’allevamento di ovini di razza merinos che, originatasi in Spagna in epoca medioevale, si erano diffusi successivamente in diverse nazioni.
Questa diffusione, nel corso dei secoli e per varie ragioni (ad esempio: donazioni dinastiche e lunghe transumanze attraverso l’Europa, selezione ed incroci con animali locali), ha dato vita ad una serie di razze caratterizzate ognuna da un proprio nome e storia e legate alle condizioni ambientali e culturali del luogo di allevamento.
Una evidenza chiara di tale elemento, oltreché di importanza culturale, può essere spiegata proprio dalla razza italiana, strettamente legate al fenomeno della transumanza recentemente dichiarato dall’UNESCO patrimonio culturale dell’umanità.
Per ricordarne alcune si possono citare la Rambouillet in Francia, la Wuttenberg in Germania ed in Italia la Gentile di Puglia e la Sopravissana.
Dal punto di vista zootecnico le differenti razze, pur avendo perso molto del loro valore economico anche conservando un’ottima qualità del prodotto per la concorrenza della lana extraeuropea, sono considerate, comunque, una risorsa genetica (poiché hanno un patrimonio genetico specificatamente adattato all’ambiente locale) e culturale.
Per questo motivo la FAO (l’organismo sovranazionale cui è deputato tra l’altro l’altro la conservazione e la valorizzazione della biodiversità agraria e zootecnica) tramite l’European Regional Focal Point (ERFP) https://www.animalgeneticresources.net/ ha iniziato un’azione di coordinamento tra le diverse realtà europee.
A coordinare l’azione progettuale Fabio Pilla, Professore Ordinario di Zootecnia generale e miglioramento genetico al Dipartimento Agricoltura, Ambiente e Alimenti di Unimol.
Si è quindi costituito un network tra ricercatori e associazioni allevatori interessati alla conservazione e valorizzazione delle razze derivate merinos Europee. La rete è presenti in Spagna, Portogallo, Francia, Germania, Italia, Ungheria, Polonia e Romania.  Tra gli scopi di questa rete c’è quello della valorizzazione dei prodotti ottenuti dalle razze territoriali merinos e tra questi, ovviamente, particolare attenzione viene data alla lana.  Non sfugge infatti la considerazione che questa potrebbe avere una rinnovata importanza come materia prima che, oltre a presentare buone caratteristiche qualitative, contiene valori di sostenibilità ambientale e sociale, di storia e di territorialità che ben si sposano con le attuali sensibilità.
Questo lo scopo del primo incontro, un webinar internazionale per cominciare a mettere in campo le diverse iniziative di ricerca e il relativo confronto, partendo da una sessione iniziale dedicata all’illustrazione delle specifiche realtà europee e proseguire, con una seconda, con l’idea di dare voce al mondo della produzione tessile e della moda potenzialmente interessato.
iconsProgramma del webinar