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Il progetto Le donne migranti forzate: politiche di accoglienza e interventi di integrazione a confronto in Europa è stato ammesso al finanziamento del Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI 214-2020) lo scorso autunno, con il punteggio più elevato tra le numerose domande pervenute al Ministero dell’Interno per una call per la promozione del confronto tra le politiche per l’integrazione sviluppate in Italia e in altri Stati membri.
 
L’Università del Molise ha costituito e coordina un network pensato per facilitare lo scambio su base multidimensionale tra contesto italiano e contesti stranieri caratterizzati da differenti attribuzioni di potere e approcci eterogenei all’accoglienza e all’integrazione dei migranti forzati del quale fanno parte  Center for the Study of Migration and Diversity (Aalborg Universitet), Leicester Migration Network (University of Leicester) e Departamento de Antropología Social (Universidad de Granada).
 
Le attività, che si svilupperanno fino a marzo 2018, coordinate nell’ambito del Dipartimento di Economia con la collaborazione del Dipartimento di Scienze Umanistiche, Sociali e della Formazione, sono volte alla diffusione ad attori istituzionali e del privato sociale impegnati sul territorio nazionale di analisi critiche e comparative finalizzate ad evidenziare strategie di successo e punti deboli nelle politiche e nelle azioni volte all’inclusione sociale multidimensionale delle donne migranti forzate.
I lavori avranno, poi, una spendibilità diretta nell’ambito di percorsi sperimentali di inclusione delle migranti forzate messi a punto in Lazio e Molise.
 
In questo quadro, ospitato dal Centro Astalli di Roma, si realizza il 6 e 7 giugno il Workshop Accogliere le migranti forzate: Specificità, Metodi, Reti. Confronti e scambi tra Emilia-Romagna, Lazio e Molise.
 
Il coinvolgimento nelle attività, fino al termine del progetto, intende essere aperto ad ogni realtà istituzionale e associativa operante sul territorio molisano nell’ambito dell’accoglienza e dell’inclusione dei migranti forzati.
Chi interessato ai lavori, può mettersi in contatto con Micol Pizzolati (micol.pizzolati@unimol.it) e Stefania Giova (giova@unimol.it).